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| Il coraggio di non essere complici
di Enrica Corselli - 15 marzo 2010 |
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Quando si dice che i giovani di oggi hanno solo tre cose in mente, sesso, droga e rock’n’roll, forse si esagera. O, probabilmente, si generalizza troppo. In fondo è più comodo e facile pensare a dei ragazzi disinteressati, disorganizzati e senza ideale alcuno. Ma per fortuna esistono delle eccezioni. Eccezioni come quella dei ragazzi della VF del Caio Plinio di Como che, guidati dalla prof. Essa Graziella Mattaliano, ieri in un aula del tribunale della stessa città hanno simulato un processo. E non un processo qualsiasi, un processo alla mafia nel quale assessori promettevano appalti in cambio di voti. Tutto questo in una regione immaginaria chiamata Casalia che, forse, tanto fantastica poi non è.
Se immaginate un gruppo di ragazzi sprovveduti e divertiti, vi sbagliate. Provate ad immaginare di entrare in un aula di tribunale ed assistere ad un processo serio. Ecco, non sbaglierete di molto. C’è il Presidente, forse un po’ troppo giovane e sedicente, ma serio, autoritario e con la toga, c’è il pm che, in piedi, enuncia uno dopo l’altro, i suoi capi d’accusa, c’è chi si è costituito parte civile, chi, “mafioso” è dietro le sbarre e urla “vergogna, bugiardo” rivolto al teste ora collaboratore di giustizia e prima bravo di Cosa Nostra. E poi gli ospiti. Tra tutti lui, Salvatore Borsellino che ha stregato e commosso tutti con il suo intervento di apertura. <<Oggi è la prima volta in tutta la mia vita che metto piede in un aula di tribunale e adesso non riuscirò più ad immaginare mio fratello in un posto diverso da questo >>. La sua voce lo tradisce, trema, ma il suo sguardo, i suoi occhi, si fanno più determinati, non hanno paura, <<Ho sempre pensato che fare l’ingegnere e venire al nord fosse come una fuga, nonostante io ami il mio lavoro quello che ha fatto mio fratello non ha pari, il suo coraggio e la sua determinazione sono rari. Oggi la magistratura sta morendo, subisce ogni giorno duri colpi dalla politica. Ma questa è una missione, quella del magistrato è una missione e io mi inchino davanti alla magistratura, a tutti coloro che, con la stessa passione e voglia di libertà, seguono il percorso tracciato da Paolo. Io mi inchino a loro>>. E gli applausi. "Il 25 novembre 2009 il progetto ha ricevuto una medaglia inviata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per l’alto valore didattico-educativo."
(Progetto realizzato dalla classe 5F e da un gruppo della 3C) Un grazie particolare a Salvatore Borsellino che ha ispirato il nostro lavoro e che ci ha insegnato a vivere con coraggio la nostra quotidianità Una persona speciale ci ha accompagnato durante il nostro viaggio a Palermo aiutandoci a scoprire il volto di chi ha lottato e lotta per la verità e la giustizia. Grazie Gaetano |
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